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STORIA

Breve Storia di Pontecagnano Faiano

 

PONTECAGNANO FAIANO

Pontecagnano Faiano rappresenta una vera e propria culla di storia immersa in una continua riscoperta della sua identità. Il Comune, oltre ai due principali centri che danno il nome alla città, comprende numerosi quartieri contrassegnati da caratteristiche ben definite. Stiamo parlando del più meridionale sito etrusco: insediamenti sono attestati per la più antica civiltà detta del Gaudo, risalente a circa 2500 anni a. C., e per quella villanoviana di un migliaio di anni dopo; ma il periodo di maggiore splendore spetta proprio alla città etrusca, fiorita tra l'VIII e il VI secolo a. C., della quale abbiamo la straordinaria testimonianza del corredo proveniente da circa 10.000 tombe con eccezionali reperti relativi a principi e principesse. Notevole interesse rivestono, ugualmente, i santuari di Demetra e Apollo ricchi di ex voto e materiale ceramico con dediche alle divinità. Si tratta di un patrimonio storico-archeologico di assoluto rilievo che manifesta la sua massima espressione attraverso il Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di Frontiera” e il Parco Eco Archeologico. Molto probabilmente, Pontecagnano Faiano è stata sede della romana Picentia e un riferimento per gli stessi Piceni dislocati nella vasta area che andava dalla foce del fiume Sarno a quella del Sele. La città antica, che occupa un'area di 82 ettari e copre il periodo dal VI al IV secolo a.C., stando ad alcuni rinvenimenti, sarebbe stata dotata di un importante porto, il cui sito si collocherebbe presso la foce del fiume Picentino. Faiano, invece, è il primo casale sorto sulle colline e sulle propaggini dei monti Picentini, allorché le acque del mare invasero la pianura e le popolazioni, anche per ragioni di sicurezza, imposte dalle incursioni saracene, si trasferirono nelle zone alte. Il casale di Faiano fu, quindi, un importante feudo dell'Abbazia benedettina di Salerno il cui progetto di recupero e di restauro è in fase avanzata. Faiano divenne sede di un'agricoltura intensiva e fu celebre specialmente per la produzione di alcune qualità esclusive di mele e di noci. Verso la fine del secolo XVIII iniziò l'opera di bonifica della pianura e si avviò la ricostruzione della città nel sito in cui era stata fiorente quella antica. Intorno alla Chiesa dell'Immacolata, costruita nel 1843, si sviluppò il nuovo centro urbano di Pontecagnano, in quanto capoluogo della Piana Picentina, la cui conversione all'agricoltura specializzata fu opera di una notevole borghesia imprenditoriale protagonista del rilancio economico. Al periodo compreso tra la fine del 1700 e gli inizi del 1900 risalgono anche alcune importanti masserie cittadine, emblemi della trasformazione del Mezzogiorno d'Italia. Nel frattempo, la nascita del nuovo centro e lo sviluppo di fiorenti colture avevano indotto le popolazioni di Faiano e Pontecagnano, le cosiddette "frazioni basse" del Comune di Montecorvino Pugliano, a chiedere l'autonomia comunale. La lotta venne sostenuta, tra il 1890 e il 1911, da un apposito comitato, presieduto dall'avvocato Amedeo Moscati, che venne, quindi, all'indomani della costituzione del nuovo Comune (18 giugno 1911), eletto primo sindaco. Lo sviluppo si avvalse specialmente della favorevole congiuntura produttiva, caratterizzata da una peculiare forma di coniugazione di agricoltura e industria, con lo sviluppo graduale della produzione del pomodoro e del tabacco e il corrispondente sorgere di notevoli impianti industriali quali tabacchifici, fabbriche di conserve e pastifici. Il periodo della prosperità è stato bruscamente interrotto negli anni settanta da una crisi consistente dei settori trainanti. Si sono cercate, quindi, vie alternative di sviluppo con un processo che investe tuttora le immense potenzialità del territorio: identitarie, paesaggistiche, archeologiche, culturali, ambientali, produttive, architettoniche, enogastronomiche. Pontecagnano Faiano, teatro anche di eventi storici quale lo sbarco alleato nel 1943, continua a distinguersi per un’agricoltura di eccellenza e una politica produttiva di riconosciuta importanza. Forte e condivisa è la volontà di rafforzare il ruolo che la tradizione, la storia e la collocazione geografica hanno assegnato a questo territorio. D’altronde, il motto del Comune di Pontecagnano Faiano parla chiaro: “Durantes Vincunt”.